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30 mag 2011

Regime dei minimi. Qualcuno mi aiuta (sono una capra in economia)

Ciao a tutti,sono consulente a p.Iva iscritta al regime dei minimi da ormai 8 mesi e non ho ancora capito una mazza di come funziona il tutto.
Nello specifico, vorrei sapere quanto andrò a pagare di tasse nel 2011, versando la sola ritenuta d'acconto del 20%. Non parlo di INPS che, ok, è il 27%. Ma parlo proprio delle restanti tasse.
Faccio bene a mettere più del 50% dei soldi che guadagno a metterli o da parte o sto esagerando?
Grazie, ciao!
hai due imposte da versare:sostitutiva pari al 20% che però e' gia' pagata dalla ritenuta che ti trattengonopoi c'è l'inps del 27 del netto che verserai a giugno dell'anno prossimo, di fatto paghi solo l'inps e null'altro.Non ci sono altre tasse.
il 50% è un'esagerazione davvero tranquillo!il massimo che puoi pagare di imposta sostitutiva (IRPEF 20%) è zero. Il minimo è vantare un credito.Come mai?Nei minimi, ogni mese ti viene versato un importo inferiore a quanto indicato in fattura, perché il 20% viene versato dal tuo committente direttamente nelle casse delle stato a tuo nome praticamente come anticipo di imposta. Quindi (sempre che il tuo committente versi queste cifre, altrimenti sono problemi!!!) alla fine dell'anno tu avrai una dichiarazione con tutti i tuoi compensi, calcolerai il 20% come imposta e fatalità dovresti trovare che quello è esattamente lo stesso importo che ti viene certificato dal tuo committente come già versato nelle casse dell'erario.Potresti addirittura essere a credito, perché se conservi delle fatture di costi inerenti alla tua attività e deducibili almeno in parte (tipo cellulare di lavoro ded.80%) potresti trovarti con un totale imponibile (dato dai tuoi compensi - i tuoi costi deducibili) inferiore ovviamente al totale dei compensi senza costi. Ciò significa che il 20% del totale meno i costi , cioè l'imposta, sarà inferiore a quanto già versato dal tuo committente, perché lui nelle ritenute che ti ha operato non poteva considerare i tuoi costi sostenuti.Quindi o finisci a zero, o a credito.Se dovessi avere altri redditi in unico da dichiarare, chiaramente pagherai le imposte su quelli.
ti consiglio di evitare di affidarti ad internet ma piuttosto rivolgiti ad un dottore commercialista iscritto all'albo. qualsiasi calcolo fatto online è del tutto improvvisato perché per sapere le tasse che devi pagare è necessario almeno, ALMENO, avere informazioni sugli incassi e le spese avvenute nell'anno solare, tenendo conto di eventuali componenti economiche derivanti da esercizi precedenti al regime.nonostante il regime dei minimi non prevede l'obbligo di tenere una contabilità di fatto è necessario prima di fare il modUNICO fare una ripresa di tutti i movimenti finanziari, e ciò equivale alla tenuta di una contabilitàche dir si vogliapotresti quindi essere a credito, a debito, pari è impossibile. dai retta, vai da un commercialista.

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20 mag 2011

Un milione e mezzo di mamme povere

Alla vigilia della festa della mamma un rapporto di Save the children sulle 'Condizioni di povertà tra le madri in Italia' rivela che più di 1,6 milioni di mamme italiane sono povere. Di queste, un milione ha un figlio piccolo e vive in precarie condizioni di vita tanto da avere serie difficoltà nell'arrivare a fine mese.
L'undicesimo Rapporto sul benessere materno-infantile nel mondo colloca l'Italia al 17esimo posto su 160. Nel nostro paese "va tutto relativamente bene al momento della nascita - sostiene l'organizzazione - ma poi iniziano i problemi".

La povertà

La situazione più grave è vissuta delle madri sole con almeno un figlio minore: il 44% arriva a fine mese "con molte difficolta"', il 31% è in arretrato con le bollette, il 25% non ha i soldi per le spese mediche, il 21% per le spese scolastiche.

Il 15,4% delle coppie con un bambino con meno di 18 anni - segnala Save the children - vive in povertà. Il che significa, ad esempio, che il 16,3% delle mamme in coppia con figlio piccolo paga in ritardo almeno una delle bollette di casa mentre il 10,3% non riesce a sostenere regolarmente le spese scolastiche dei figli. Maternità significa anche meno occupazione femminile; il tasso di disoccupazione sfiora i 22 punti percentuale in piu' rispetto alle donne senza figli. Save the children ribadisce che la maternita' puo' diventare causa di povertà. E il divario occupazionale cresce all' aumentare del numero dei figli: il tasso di occupazione femminile e' pari al 65% in assenza di figli ma decresce al 60,6% e al 54,8% nel caso, rispettivamente, di uno e due figli, per crollare al 42,6% quando i figli sono almeno 3.

In generale, in Italia vivono 4.2 milioni donne povere; 1.678.000 sono madri. Circa 1 milione di esse ha almeno un figlio minorenne: l'86,3% vive in coppia, il 7,5% e' sola, il 6,2% in famiglie allargate. "Tanto più in questo periodo di grave crisi economica, il sostegno alle madri diventa cruciale e urgente se vogliamo contrastare la povertà - commenta Valerio Neri, Direttore Generale per l'Italia di Save the Children - E' necessario procedere su un doppio binario combinando misure che agevolano l'accesso al lavoro e ai servizi, come per esempio gli asili nido che sono tutt'ora insufficienti, con il sostegno al reddito".

Che fare
Nel mondo
Almeno 50 milioni di donne partoriscono senza assistenza; quasi 350.000 perdono la vita per la gravidanza e il parto. Insomma, per milioni di donne diventare ed essere madri è una sfida quotidiana, a rischio della vita, cosi' come per milioni di bambini sopravvivere alla nascita e ai primi anni è una lotteria, una scommessa. Donne e bambini dell'Afghanistan, del Niger, dello Yemen o del Sudan, dove gli standard di "benessere materno-infantile" sono i piu' bassi e desolanti del mondo. Al polo opposto, anche geografico, le madri e i bambini della Norvegia, dell'Islanda o della Svezia, stanno molto meglio e godono di elevati livelli di salute, istruzione, cure.

Nel Sud del pianeta
Il 99% di queste precocissime morti avviene in paesi in via di sviluppo dove le donne e i bambini non possono contare su cure minime, essenziali, durante la gravidanza e il parto, e subito dopo. E infatti si stima che circa 250.000 donne e 5.5 milioni di bambini che oggi muoiono potrebbero salvarsi . Grazie a poche misure semplici e a basso costo: dall'assistenza specializzata al momento del parto, a vaccini e trattamenti per polmonite, diarrea e malaria, all'allattamento esclusivo al seno.

"La formazione e impiego su ampia scala degli operatori sanitari di comunità, soprattutto di sesso femminile porterebbe di sicuro a una sensibile riduzione di tante morti - spiega Francesco Aureli, Responsabile Policy e Advocacy per l'Italia di Save the Children - Si tratta di paramedici con una formazione di base, spesso reclutati all'interno delle comunita' dove poi presteranno servizio, in grado di raggiungere a casa madri e bambini che spesso vivono in sperdute zone rurali e di indicare loro corrette pratiche igieniche e sanitarie, di istruire le donne rispetto al parto e alle cure per i neonati, compreso l'allattamento esclusivo per i primi sei mesi, di diagnosticare e riconoscere i sintomi delle piu' diffuse e letali malattie infantili, come polmonite, malaria, diarrea, fornendo medicinali per le cure e vaccini. I paesi che hanno formato e utilizzato su ampia scala queste figure, hanno visto ridurre drasticamente i tassi di mortalita' materna e infantile ma per perseguire il 4° e 5° Obiettivo del Millennio occorre formarne e impiegarne almeno altri 4.3 milioni".

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13 mag 2011

-Accogliamo i profughi dall'Africa

In Libia, Africa, Medio Oriente pace e libertà
Libia, Africa, Medio Oriente: nel messaggio Urbi et orbi al termine della messa di Pasqua, il Papa ha ricordato le situazioni di conflitto che agitano la terra, lanciando un appello perché ovunque prevalga la pace e si apra "la via della libertà, della giustizia e della pace".
"Ogni scelta politica - ha sottolineato - risulti ispirata dal rispetto per la persona umana". "In questo nostro mondo - ha detto - l'alleluia pasquale contrasta ancora con i lamenti e le grida che provengono da tante situazioni dolorose: miseria, fame, malattie, guerre, violenze". "In Libia - ha aggiunto - la diplomazia ed il dialogo prendano il posto delle armi". "Nei Paesi dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente, tutti i cittadini - ed in particolare i giovani - si adoperino per promuovere il bene comune". E in Costa d'Avorio "possa ricomporsi la civile convivenza tra le popolazioni".
Accogliamo profughi e rifugiati dall'Africa
Bisogna accogliere con solidarietà profughi e rifugiati che, in questi giorni, arrivano dall'Africa. Lo ha detto il Papa, che nel messaggio Urbi e Orbi dopo la messa di Pasqua, ha rivolto il suo pensiero "ai tanti profughi e ai rifugiati, che provengono da vari Paesi africani e sono stati costretti a lasciare gli affetti più cari".
A loro, sono state le parole di Benedetto XVI, "arrivi la solidarietù di tutti; gli uomini di buona volonta' siano illuminati ad aprire il cuore all'accoglienza, affinchè in modo solidale e concertato si possa venire incontro alle necessità impellenti di tanti fratelli".
Il Giappone ritrovi la speranza
"Possano trovare consolazione e speranza la terra del Giappone, mentre affronta le drammatiche conseguenze del recente terremoto, e i Paesi che nei mesi scorsi sono stati provati da calamità naturali che hanno seminato dolore e angoscia". Lo ha chiesto Bendetto XVI nel messaggio "Urbi et Orbi".
Chiedo unità e concordia per l'Italia
L'augurio di Bendetto XVI agli "uomini e donne di Roma e d'Italia", rivolto al termine del messaggio "Urbi et Orbi" è che "il Signore risorto risvegli nei singoli, nelle famiglie e nelle comunità un desiderio ancora più grande di unità e di concordia". "Ponete la vostra forza - ha chiesto il Papa - nella forza della croce e della Risurrezione di Cristo; una forza che sostiene quanti si impegnano generosamente per il bene comune".
Ricordo dei cristiani perseguitati
Nel suo messaggio Benedetto XVI ha voluto ricordare i cristiani perseguitati. "Gioiscano i cieli e la terra - ha invocato - per la testimonianza di quanti soffrono contraddizioni, o addirittura persecuzioni per la propria fede nel Signore Gesù. L'annuncio della sua vittoriosa risurrezione infonda in loro coraggio e fiducia".
Auguri di Buona Pasqua in 65 lingue
Benedetto XVI ha pronunciato quest'anno gli auguri di Buona Pasqua in 65 lingue, dall'italiano al guaranì. Al termine del messaggio di Pasqua ha poi impartito la benedizione "Urbi et Orbi". Uno speaker ha comunicato alla folla, in quel momento costituita da almeno 150 mila fedeli (erano gremite piazza San Pietro e piazza Pio XII ed una buona parte di via della Conciliazione), che alla benedizione è legata una speciale indulgenza. "Il Signore - ha poi aggiunto - conservi a lungo il Papa alla guida della Chiesa e conceda serenità e pace a tutto il mondo".
Veglia
Ieri sera nella Basilica di San Pietro il Papa ha officiato la tradizionale Veglia pasquale, in memoria del passaggio dalla morte alla risurrezione di Cristo.
Centrata sul simbolismo della luce, dell'acqua e del fuoco, la Veglia pasquale, è tradizionalmente caratterizzata dal battesimo e il papa ieri sera ha battezzato sei catecumeni, originari di Svizzera, Albania, Russia, Perù, Singapore e Cina, che hanno ricevuto anche la cresima e la prima comunione.
Iniziata nel buio la Basilica, la cerimonia della Veglia si è illuminata della luce di 5mila torce, accese tutte dalla fiamma del Cero pasquale. Durante l'omelia il Papa ha incentrato la sua riflessione sul brano della Genesi che parla della creazione.

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