Repliche Hublot Orologi

27 mar 2011

Urwerk UR-110 “Torpedo”

Alta Orologeria è anche saper domare e disporre treni d’ingranaggi, molle, ponti, bilancieri, e quant’altro serva a far funzionare un complicato meccanismo, in maniera fantasiosa e mai vista prima. Felix Baumgartner e Martin Frei, rispettivamente orologiaio e designer di Urwerk l’avevano da qualche tempo preannunciato: a gennaio 2011 sarebbe arrivato UR-110 un orologio che avrebbe rappresentato l’evoluzione dei concetti innovativi che da sempre caratterizzano la visione futurista del marchio.



urwerk ur 110 torpedo 450x450 Urwerk UR 110 “Torpedo”

Urwerk UR-110 “Torpedo” - clicca per ingrandire


Già a prima vista UR-110 “Torpedo” non manca di stupire per le forme asimmetriche della cassa in titanio e del vetro in zaffiro, preludio di una nuova e insolita rappresentazione della lettura del tempo indicata da tre lancette a forma di siluro con punta a freccia che sembrano disposte in formazione di volo.


L’ingranaggio a planetario mantiene i tre satelliti rotanti delle ore sempre in parallelo: quando a turno uno di essi si trova a passare sopra la linea dei 60 minuti, disposta sulla parte destra del quadrante, segna l’ora corrente. Come per Urwerk UR-203, vi è un indicatore “Oil change” che avvisa chi lo indossa quando è giunto il momento di farli controllare. Un altro indicatore del giorno e della notte aiuta a interpretare se l’ora segnata sia anti o post meridiana, mentre sul retro due turbine controllano l’energia che arriva dai movimenti del polso per una corretta ricarica automatica.


Questa nuova complicazione meccanica è stata possibile grazie a un sistema formato da tre moduli:


- Un carousel centrale che serve a mantenere la stabilità e l’equilibrio del sistema
- Un ingranaggio planetario che consente ai satelliti di rimanere in posizione parallela mentre orbitano sul quadrante.
- Tre moduli delle ore che girano su se stessi in senso orario – ciascuno comprendente un satellite delle ore, una lancetta dei minuti e un bilanciere contatore. Sono montati individualmente sull’ingranaggio planetario. Questi moduli sono in costante rotazione rapportandosi a quella effettuata dal carousel centrale.


urwerk ur 110 retro Urwerk UR 110 “Torpedo”

Urwerk UR-110 - retro


In Urwerk UR-110 il satellite che indica l’ora segue, roteando su se stesso al rallentatore, l’indicazione ad arco retrograda dei minuti che è delimitata da una scala numerata 0-60. La lettura dell’ora, per quanto insolita, è immediata essendo essa fornita sul bordo destro dell’orologio.


Per quanto riguarda il suo aspetto – in questa prima versione – è stato scelto che prevalesse il grigio, il colore naturale del titanio.


Urwerk UR-110 “Torpedo”
Caratteristiche tecniche


Movimento


Calibro: UR 9.01 meccanico, carica automatica
Bilanciere: Monometallico
Rubini: 46
Frequenza: 28.800 a/h
Molla del bilanciere: Piatta
Carica: Bariletto singolo
Riserva di carica: 39 ore
Sistema di carica: Rotore unidirezionale controllato da due turbine
Finitura: Opaca, perlage e a taglio di diamante


Indicazioni


Complicazione a satellite con moduli rotanti ore/minuti montati su ingranaggi planetari
Strumenti di controllo: Indicazione giorno/notte : “Oil Change” dispositivo di allerta sugli intervalli di manutenzione da effettuare, piccoli secondi


Cassa


Titanio grado 5 con lunetta in acciaio 316L
Dimensioni: 47 x 51 x 16 mm
Corona a due posizioni con protezione integrata
Impermeabilità: 3 ATM


Prezzo: in Svizzera 87.000 CHF escluso tasse. Soggetto a variazioni negli altri paesi per cambi di valuta, tasse, etc.


I satelliti delle ore in UR-110 percorrono una traiettoria circolare per mostrare lo spettacolare isocronismo che li lega l’uno all’altro. In realtà, considerando che restuiscono l’esatta indicazione solo durante la loro percorrenza dell’arco 0-60, anche la lettura delle ore sarebbe da considerarsi – come quella dei minuti – quasi lineare. E’ un “vecchio” pallino di Felix Baumgartner, già espresso nel UR-CC1 , e per me molto affascinante visto che mima “il reale” comportamento del tempo, che avanza percorrendo una traiettoria lineare.


contaminuti


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20 mar 2011

Orologi Parmigiani Bugatti type 370 Centenaire

contaminuti: Il suo stile penso possa essere definito decisamente classico: molti non la vedono più proprio così e non reinterpretano solo le complicazioni in chiave moderna, ma le accompagnano anche con materiali innovativi o mai usati prima per realizzare un orologio. Lei anni fa ha realizzato su questa linea di pensiero il Bugatti. Rimarrà un episodio unico?
Michel Parmigiani: No, non credo. Al contrario. La nostra famiglia Bugatti sarà arricchita da nuovi modelli, attualmente in fase di sviluppo, che spero interpelleranno gli appassionati.? Secondo me è importante che una collezione, classica o sport-chic ce sia, sia dotata anche di modelli aticipi in modo da poter rispondere a tutte le esigenze dei nostri clienti. La collezione Parmigiani risponde senz’altro a questo criterio: la nostra gamma di prodotti propone infatti una varietà straordinaria.
Questa è una delle domande che feci a Michel Parmigiani tra il SIHH e Baselworld 2009 nell’articolo “Intervista a Michel Parmigiani: creare e condividere orologi” pubblicato il 30 Marzo scorso.
bugatti cent1 Bugatti type 370 Centenaire
Il presidente evidentemente pensava già alla nuova serie Bugatti type 370 Centenaire: il coronamento di una saga meccanica sarebbe stato svelato pochi mesi dopo quella dichiarazione. Parmigiani aggiunge nuova passione a questo progetto a cui è sempre stato molto legato.
Sin dalla presentazione del prototipo nel settembre del 2004, una prima mondiale assoluta, l’orologio Bugatti Type 370 ha totalmente rivoluzionato il modo di concepire un orologio meccanico. Unico nella storia dell’orologeria, è stato il primo a presentare un movimento disposto trasversalmente. Da allora il suo straordinario successo l’ha reso un’icona meccanica, il cui principale pregio era incarnare il concetto automobilistico a cui s’ispirava fin dal cuore del suo movimento.
Eccezionale opera orologiera, il Bugatti Type 370 ha richiesto quattro anni di intense ricerche svolte da una cinquantina di specialisti riuniti presso la manifattura di Parmigiani Fleurier.
è stato necessario ideare un apposito sistema di ricarica del movimento per rispettare la purezza delle sue curve senza alterarle con una corona esterna. La regolazione dell’ora e la carica del movimento, dotato di un’eccezionale autonomia di 10 giorni, avvengono mediante uno strumento dinamometrico detto “starter”, complesso quanto l’orologio stesso.
I due esclusivi modelli Bugatti Type 370 Centenaire, creati per celebrare i 100 anni della Maison Bugatti, arricchiscono la storia di questa vera e propria avventura orologiera, mettendo la parola fine con questa serie di 200 esemplari.
Per celebrare tale occasione, Parmigiani ha affidato i due modelli Centenaire in oro rosa 18 carati e in platino 950 alle mani esperte di uno straordinario incisore, Philippe Bodenmann. Considerate le molteplici curve del Bugatti, dove linee concave e convesse si alternano e si riuniscono per dar vita all’estetica unica di questo orologio, la scommessa artistica era all’altezza della complessità meccanica dell’opera.
Libero di seguire l’ispirazione, questo artista incisore si è lasciato guidare dalla forma. Philippe Bodenmann spiega: “La forma orienta la decorazione. Ho immaginato subito un’incisione ispirata agli splendidi velluti veneziani, che con il loro disegno geometrico consentivano di seguire le curve interne delle anse del Bugatti, caratterizzate da un’estrema complessità.”
bugatti cent2 Bugatti type 370 Centenaire
Come una seconda pelle, l’incisione “a scacchiera” del Bugatti in oro rosa esalta l’immagine delle sue curve conferendogli la vita e lo splendore che solo la mano dell’uomo può creare con ripetuti passaggi del bulino sulla materia. Il completamento dell’opera ha richiesto oltre 300 ore di incisione; un solo riquadro del motivo presenta una trentina di solchi e richiede da due a tre passaggi consecutivi per ottenere il risultato desiderato.
Il Bugatti Centenaire in platino presenta un motivo “a spina di pesce” che l’artista ha prima pazientemente abbozzato su tutta la carrure. Con la sua unghiella, il bulino più adatto per incidere la materia nobile nello stile desiderato, egli traccia sottili linee parallele il cui solco più o meno profondo rifletterà la luce a diversi gradi di intensità. è necessaria una costante attenzione per fermare il fine tracciato nel punto esatto in modo da restituire forza e volume al Bugatti. Anche il completamento di questo esemplare ha richiesto oltre 300 ore di lavoro.
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Caratteristiche tecniche
Modello Bugatti Centenaire Type 370.
Movimento: PF 370.01
Funzioni Ore,?Minuti,?Indicatore di riserva di carica.
Cassa: In forma: 32.4 x 52.5 mm, Spessore 18.6 mm.
Materiale: oro rosa 18 ct. Finitura: incisa a mano con motivo “a scacchiera”.
Impermeabilità: 10 m.
Sei vetri zaffiro con trattamento antiriflesso.
Doppia corona con utensile specifico.
Dicitura “PIECE UNIQUE? / 1909-2009″ incisa sul fondello.
Quadrante: base in oro rosa 18 ct., inciso a mano con motivo “a scacchiera”,?lancette Delta con rivestimento luminescente.
Cinturini in Vitello Hermès con fibbia ad ardiglione incisa a mano con motivo “a scacchiera”.
Starter Utensile in alluminio e acciaio con sistema dinamometrico?con ghiere di regolazione dell’ora e carica del movimento?poste sui due lati.
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Non sono tanti al mondo gli orologi da polso che hanno così tanto “da raccontare”; del resto Parmigiani l’aveva detto: i suoi orologi sono decisamente atipici
contaminuti

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16 mar 2011

La vera storia del cinturino Rolex di James Bond

walther ppk 007 La vera storia del cinturino Rolex di James Bond


Oggi Jake’s Rolex Watch Blog mi propone la traduzione di un articolo che mette per sempre chiarezza su quel cinturino NATO da tutti chiamato James Bond.


Andiamo indietro alle origini della storia. Nei primi due film il ruolo di James Bond fu interpretato da Sean Connery che indossava un Rolex Submariner così come lo scrittore Ian Flemming lo immaginava. Nel 1964 l’attore Sean Connery fu ancora una volta Bond nel film Goldfinger come mostra la foto in basso.


james bond 2 La vera storia del cinturino Rolex di James Bond


In Goldfinger ci sono molte scene che mostrano da vicino il suo Rolex Submariner Ref. 6538. Questo Sub aveva una grande ghiera ed era sprovvisto (ndr come gli altri modelli sportivi del marchio all’epoca) delle spallette che proteggevano la corona. Connery portò lo stesso orologio anche con un cinturino in nylon come si può vedere nella foto successiva. Per ragioni sconosciute il cinturino misurava 16 mm. e non calzava a perfezione tra le due anse che in questo rolex hanno una distanza di 20 mm.


james bond sub 3 La vera storia del cinturino Rolex di James Bond


Ci sono molte speculazioni sul perché se ne fosse utilizzato uno di soli 16 mm. e penso sia perché quegli orologi Rolex erano estremamente grandi per il tempo e i produttori del film non potendo trovare quello giusto da 20 mm usarono il primo che gli capitò tra le mani. L’ironia vuole che la pellicola fu girata prima che i braccialetti NATO furono sviluppati.


james diving 4 La vera storia del cinturino Rolex di James Bond


Perché un cinturino di nylon? Nel film James doveva indossare il suo Rolex Submariner sopra la sua muta subascquea. Specificai in altri articoli che esso consisteva di tre colori: blu Navy scuro, verde oliva scuro con fini strisce verticali bordò.


I FALSI cinturini James Bond


Per molti anni la gente ha continuato a vendere cinturini – come potete vedere in basso – come “James Bond NATO”. L’ironia della sorte è che NESSUN James Bond ha mai portato un cinturino NATO in uno dei film della saga e il cinturino che vedete ha sia i colori che il motivo sbagliati. Il cinturino in esame è grigio e nero con 5 strisce in totale. Il vero cinturino di James Bond ha 9 striscie ed è blu Navy, verde oliva e bordò.


cint nato bond falso 5 La vera storia del cinturino Rolex di James Bond


La più grande ironia


La più grande ironia è che Daniel Craig che ha ultimamente vestito i panni di Bond indossa un Rolex Submariner 6538 che gli fu dato da Barbara Broccoli, produttrice attuale dei film di James Bond, figlia del primo produttore della serie Albert “Cubby” Broccoli.


Come potete vedere Daniel Craig ha al polso un Rolex Submariner 6538 “Big Crown” con un cinturino nero e grigio NATO. Ciò che rende questo fatto ironico è che la mitologia è diventata realtà e anche Daniel Craig è caduto in questo dettaglio. Ribadendo in altre parole, NESSUN James Bond della storia ha mai indossato un cinturino NATO e anche Sean Connery non ha mai indossato alcun cinturino in nylon grigio e nero.


daniel craig submariner 6 La vera storia del cinturino Rolex di James Bond


L’oggetto VERO


Molti mesi fa ricevetti un email dai due fratelli Tom e Cam proprietari di The Corvus Watch Company. Cam fece notare che si accorse, come me, che i cinturini falsi venduti finora non avevano nulla a che fare con quello di James Bond e decise di costruire quello vero!!!


Ero molto soddisfatto perché eravamo in tanti a volere il vero cinturino JB NATO. Cam sottolineava che visto che nessun Bond aveva mai indossato un cinturino NATO egli era perplesso sul da farsi, così decise di costruire una corretta versione del cinturino NATO insieme ad un altro tipo RAF che era molto più simile a quello indossato da Sean Connery. Cam se li è anche fatti produrre da Phoenix Straps in Galles che è il fornitore ufficiale dei cinturini NATO per il Ministero della Difesa Britannico.


real bond submariner 7 La vera storia del cinturino Rolex di James Bond


La foto sopra (proprietà Eric Ku) ritrae un Rolex Submariner “Big Crown” con finalmente il corretto cinturino. L’abbinamento dovrebbe essere molto simile a quello realmente utilizzato da Connery in Goldfinger.


Articolo originale tradotto in italiano per gentile concessione di Jake Ehrlich – Jake’s Rolex World


Un ringraziamento personale a Jake vero “Guru” Rolex!


contaminuti


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10 mar 2011

Il campione Walter Röhrl vince con il cronografo Sinn 917 GR

Chi non conosce il pluricampione del mondo di rallye Walter R?hrl, che negli anni ’80 era un vero mito al volante delle Fiat Abarth, Lancia e Audi? Forse chi ha qualche anno meno di me…
rohlr costa brava 2009 Il campione Walter R?hrl vince con il cronografo Sinn 917 GR
Dopo una corsa eccitante, R?hrl ed il suo co-pilota Peter G?bel hanno vinto al volante di una Relle Porsche 911 RSR, il Rally di Costa Brava gara riservata ad auto storiche. La competizione svoltasi dal 6 al 7 Novembre scorsi apparteneva alla penultima prova del Campionato Europeo Rally di questa specialità.
L’equipaggio ha terminato con tre minuti di vantaggio sul secondo classificato. Il campione tedesco ed il suo compagno indossavano un affidabilissimo orologio Sinn Spezialuhren 917 GR. Il cronografo recentemente presentato è disegnato con lo stesso stile delle auto da corsa vintage e presenta una ghiera che gira in senso antiorario che può essere usata per leggere i tempi programmati durante ogni tipo di rally con una precisione al secondo.
Il 917 GR è un segnatempo costruito per resistere agli urti che occorrono per questo utilizzo sportivo estremo, inoltre è antimagnetico e presenta anche un particolare brevetto chiamato con la sigla AR che impedisce al quadante di appannarsi.
sinn 917 1 Il campione Walter R?hrl vince con il cronografo Sinn 917 GR
Tornando all’inizio di quest’articolo, che conosciate o no i protagonisti di questa vittoria, gli orologi Sinn 917 sono veramente dei “contemporary-vintage” per la gioia di chi è innamorato del look sportivo e audace degli anni ’60/70.
contaminuti

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7 mar 2011

Benrus Type I - Orologio militare usato nella guerra del Vietnam

Gli orologi si fanno in quattro… anzi in 12 e a volte in 24… per noi! Che servano per darci un tono svelando il nostro ego, per ricordarci che tra 10 minuti inizia il nostro programma preferito o, alla fine, per portare sempre con noi una passione, tutti sono in qualche modo “occupati” a fare qualcosa.
Gli orologi militari, sono stati progettati per assolvere compiti che noi, per fortuna, non riusciamo neanche ad immaginare: per noi uomini sono un forte segnale al polso, un po’ come una giacca di pelle vecchia ed usurata, per un appassionato motociclista. Ma riflettendoci, meno che mai, non riusciamo proprio a capire il loro linguaggio: il perchè di come e a cosa servano tanti loro particolari.
Uno dei primi articoli di questo blog, parlava del Glycyne Airman uno dei tanti orologi usati in Vietnam che mi piacerebbe tutti recensire, senza dimenticarne uno.
benrus type 1 1 Benrus Type I: testimone innocente...
Il Benrus Type I è stato uno di quelli, forse tra i migliori mai progettati per questo uso. La storia ci dice in breve che Benrus deriva dalle tre lettere iniziali di Benjamin (il più vecchio dei tre fratelli) e dalle ultime tre del cognome di origine rumena?Lazrus (BEN-RUS). L’azienda fu fondata a New York nel 1921. Pochi anni dopo acquisirono un’officina a La Chaux-de-Fonds in Svizzera per produrvi i movimenti dei loro orologi, le casse invece venivano prodotte in America. Nonostante i BENRUS fossero ritenuti robusti ed affidabili l’azienda fu venduta nel 1967 alla Remington (quella dei rasoi elettrici), ma non sopravvisse all’era del quarzo e fallì nel 1977.
Proprio negli ultimi anni di vita il marchio costruisce il Type I. Questo orologio veniva usato dai Berretti Verdi e da altri corpi speciali; addirittura la prima serie era anche nota con il nome di Sterile Issue (versione sterile) proprio per la povertà di qualsiasi segno o numero di riconoscimento. La leggenda dice che su di esso non vi era riportato neanche un codice di assegnazione militare per evitare di dare informazioni al nemico in caso di cattura di chi lo indossava, ma più correttamente la prima serie fu un vero test e alla BENRUS decisero di mantenerlo il più anonimo possibile.?La Sterile Issue è veramente rara e il suo prezzo è incredibilmente elevato.
benrus type 1 3 Benrus Type I: testimone innocente...
Come dice il NON elegante manuale d’uso (un pezzo di carta scritto con una macchina da scrivere dall’immancabile font Courrier) questo orologio era stato testato per un’impermeabilità fino a 150 metri di profondità, un’altitudine di oltre 10.000 metri e una resistenza ai campi magnetici fino a 125 gauss. Monta un movimento Eta automatico a 17 rubini marchiato GS1D2 (GS secondo gli esperti sta per Goverment Specifcations). La cassa è di generose dimensioni, 42mm. di larghezza e 47mm. con un trattamento antiriflesso e una ghiera bidirezionale nera. Caratteristico il vetro spesso e curvo di forma convessa.
E’ un classe A, il livello più alto che un orologio militare possa raggiungere.
Ma l’aspetto più inquietante di questo orologio, dal mio punto di vista, è la sua esasperata semplicità grafica; tutto è stato studiato per leggere l’ora in una frazione di secondo: nessun marchio, la scala dei minuti in bianco su nero, gli indici stessi di una dimensione pensata solo per l’immediata lettura.
benrus type 1 2 Benrus Type I: testimone innocente...
Oggi gli orologi militari assegnati sono tutta un’altra musica… quadranti iperserigrafati, meccanismi al quarzo multifunzioni; la tecnologia impera anche qui. Ma quando guardi al tuo polso un Benrus Type I esso ti restituisce un sentimento misto tra perfezione e forte emozione, per quello che quasi quarant’anni fa ha purtroppo incontrato nel fare il suo lavoro.
contaminuti

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6 mar 2011

Baselworld 2010- HYSEK Abyss Tourbillon

HYSEK è uno dei marchi che spinge l’Alta Orologeria coniugandola con linee aggressive e materiali hi-tech. Il nuovo Abyss Tourbillon, una delle novità che vedremo a Baselworld 2010, conferma lo stile e le ambizioni di questa giovane Manifattura.
hysek abyss tourbillon Baselworld 2010: HYSEK Abyss Tourbillon
Il Calibro automatico?Hysek HW03A che lo anima composto da 467 componenti è stato interamente disegnato e assemblato in house e mostra all’insolita posizione di ore 10 la gabbia del tourbillon e una Gran Data alle ore 3. Le sue performances non sono affatto da poco: ben 70 ore di riserva di carica a 28.800 A/h non sono da poco, platina e ponti sono decorati.
L’estetica è ultra-moderna: coniugare l’oro 18 k rosa con il titanio è un mix che personalmente mi piace molto e che esce dagli schemi convenzionali dell’uno e dell’altro metallo quando presi singolarmente. Al momento di questa preview sono sconosciute le dimensioni della cassa, originale la scelta della ghiera in zaffiro verniciato. Il bracciale è in gomma con all’interno inserti ad H simboleggianti il nome del brand. Offerto come intuibile in edizione limitata di 30 pezzi iI prezzo è disponibile su richiesta.
contaminuti

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5 mar 2011

Alcuni orologi sono sostenuti sia dalla passione che dal prezzo

Se di questi tempi ascoltassimo tutti, ma proprio tutti quelli che si lamentano (anche noi stessi…), davvero sarebbe difficile alzarsi anche da letto: figuriamoci oggi che è lunedì!
Per chi crede in cosa porta al polso e come legge l’ora, a dispetto della stampa che continua a secernere articoli in cui si mette al bando qualsiasi bene di lusso classificandolo tale quando supera i 30 euro -?perchè è facile essere pessimisti in un cimitero – c’è per esempio Stowa.
E’ un marchio di orologi che dal 1927 costruisce segnatempo meccanici, prevalentemente militari e solotempo classici. Stowa ha combattuto, non solo al polso di numerosi soldati nell’ultimo conflitto, ma anche lei stessa nel 1945: quando la sua fabbrica nel contesto di quegli anni fu rasa al suolo dalle bombe.
buhr Orologi sostenuti? Si, la passione vince anche il prezzo
E’ un passato fatto di gloriosi orologi da aviatori per osservatori (Fliegeruhr e?Beobachtungsuhr)?al fianco dei concittadini orologi Laco sempre appunto di Pforzheim, ma oggi scrivo questo post per dimostrare che non è ancora venuto il momento di vendersi l’orologio per ricaricarsi la scheda del cellulare… Anzi…
Io ci farei un pensierino, ad uno Stowa naturalmente. Prendiamo il modello Antea: con 296 Euro si può acquistare un solido e classico orologio automatico in acciaio di 40 mm, che non sarà conosciuto dal Ranzani visto che non ha alcuna ghiera verde, ma che con l’aggiunta di 177 euro è equipaggiato di un movimento sempre ETA svizzero, ma COSC che ne certifica una precisione, con tanto di documento ufficiale numerato, in qualsiasi utilizzo con uno scarto di pochi secondi al giorno. Il tutto per molto meno di 500 euro, 473 per l’esattezza.
Vi lascio incuriosire rimandandovi al sito Stowa per approfondimenti. Tutto questo è possibile oggi anche grazie a?J?rg Schauer orologiaio indipendente che ha rilevato il marchio, ma di lui parleremo in un altra occasione più approfonditamente.
Buon lunedì e buona settimana.
contaminuti

orologio